IL SETTORE DELLA PLASTICA E DELLA GOMMA SEMPRE PIÙ STRATEGICO PER L’EXPORT ITALIANO: QUESTI I DATI EMERSI AL CONVEGNO INAUGURALE DI PLAST 2015

mercoledì 6 maggio 2015 / Pubblicato in Comunicati stampa

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi porta i suoi saluti e l’incoraggiamento alle aziende presenti al Plast tramite il suo consigliere economico, il professor Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, che ha presentato la relazione sul settore.
I temi toccati nel convegno inaugurale sono anche al centro dell’attenzione e delle riflessioni del governo e soprattutto del Ministero dello Sviluppo Economico, dove il vice ministro Carlo Calenda è molto attivo nella promozione delle manifestazioni fieristiche che sostengono il Made in Italy e l’export come il Plast.
La centralità dell’impresa e del manufatturiero, l’importanza della filiera della metalmeccanica e l’innovazione sono cruciali per la nostra economia che vede segni di ripresa.
Si è parlato di questa lunga crisi economica che ha avuto due tempi. Un primo periodo nel 2008/2009, proprio nel momento in cui l’Italia faceva un grosso sforzo e produceva la massima accelerazione per rinnovarsi, con il crollo dell’export mondiale, e poi è arrivata la crisi greca e del debito pubblico dei paesi sovrani, successivamente è stata la volta del crollo del mercato domestico.
Tutto questo ha portato al dubbio di fondo che la nostra economia reale non fosse competitiva.
“In realtà, il crollo del fatturato è stato un crollo del mercato interno, massacrato dalla deleteria politica dell’austerità. L’Italia non è come la Spagna o la Grecia.” Dice Marco Fortis “Noi siamo in paese di produttori e applicare una politica dell’austerità vuol dire danneggiare direttamente la produzione. Quindi la nostra, è stata quasi una crisi artificiale dovuta soprattutto ai vincoli di finanza pubblica.
La competitività delle imprese del nostro Paese c’è perché se guardiamo il fatturato dell’export è cresciuto. L’industria, escluso il settore delle costruzioni, ha dato risultati migliori della Germania”.
Gli indici di competitività che ci vedono nelle posizioni più basse, spesso superati anche da paesi del terzo mondo, sono rovesciati quando andiamo a vedere indici di competitività ben più autorevoli ma meno noti, secondo cui l’Italia è al nono posto nel mondo per indice della competitività della produzione industriale, ben davanti a quasi tutti i Paesi dell’area UE. Se invece si prendono in considerazione gli indici di competitività relativi al commercio estero, l’Italia è seconda solo alla Germania.
Questa dicotomia è data dalla differenza dei parametri di giudizio per cui nel primo caso il giudizio è basato sul sistema Paese; ed è proprio su questo che il governo è chiamato a dare delle risposte: burocrazia, riforma del lavoro, certezza del sistema regolatorio della giustizia, economia parallela e costo dell’energia.
Valutando la competitività sul mercato mondiale delle aziende italiane basata su indicatori più economici come la diversificazione della produzione, valore netto delle esportazioni, diversificazione dei settori e dei mercati di esportazione, allora l’Italia si classifica prima su 189 paesi in tre settori, seconda in cinque settori e terza in ben sette settori industriali e si aggiudica molte posizioni di rilievo in tanti altri settori molto diversificati e non solo nei settori tradizionali associati all’idea del made in Italy come moda, cibo e pelletteria. Vediamo l’Italia primeggiare o seguire di un’incollatura la Germania in tanti settori tecnologici come l’elettronica, la meccanica di precisione, l’automotive, la farmaceutica.
Sul bilancio economico del nostro Pese è grandissimo il contributo delle “4A – Alimentare, Abbigliamento, Arredo e Automazione” che si attesta su 128 miliardi di euro . Nell’automazione meccanica, settore della plastica e della gomma, settore tra i più giovani e meno conosciuti nel mondo, forniscono un contributo determinante con un valore di 84 miliardi di euro.
Mentre nel settore che definiamo “PGMS Plastica – Gomma – Macchine – Stampi”, il maggior contributo al saldo manifatturiero è dato dagli articoli in gomma e plastica. Nel 2014 il surplus del comparto, pari a +5,1 miliardi di euro, è principalmente determinato dal buon andamento del saldo dei prodotti in materie plastiche, tra cui citiamo per importanza lastre, fogli, strisce, pellicole e nastri di materie plastiche senza supporto (+933 milioni di attivo) e con supporto (+638); tubi e loro accessori (per esempio giunti, gomiti e raccordi) di materie plastiche (+649); articoli per il trasporto o l'imballaggio, di materie plastiche; turaccioli, coperchi, capsule e altri dispositivi di chiusura, di materie plastiche (+514).
Tra gli articoli in gomma, segnaliamo i 466 milioni di euro di surplus commerciale dei prodotti in gomma vulcanizzata, non indurita. Si rileva invece sempre un pesante passivo negli pneumatici.
Anche il settore delle macchine e stampi per la lavorazione della plastica e della gomma presenta nel 2014 un saldo positivo, siamo ritornati quasi ai livelli dei massimi storici, di poco superiore ai 2 miliardi di euro con importanti attivi commerciali di: stampi per gomma plastica (+484 milioni), estrusori e linee di estrusione (+308), parti di macchine per la lavorazione della gomma plastica (+241), macchine per soffiaggio (+138).
Il saldo complessivo del sistema “PGMS” risente dell’aumento delle materie plastiche vergini; nonostante questo, il surplus della filiera è pari a 3,2 miliardi di euro che salirebbe a 7,2 senza questo passivo.
Complessivamente la filiera della plastica-gomma nel 2014 ha esportato beni per un valore record di 21,7 miliardi di euro.

Per ulteriori informazioni: www.plastonline.org
E’ possibile scaricare immagini ad alta risoluzione e l’intera cartella stampa da questo link
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